Architettura per la didattica e cantiere dell’inclusione:
occasioni di buone prassi del CPIA 1 Bari Alessandro Leogrande
Nel CPIA 1 di Bari “Alessandro Leogrande” guidato dalla Dirigente Laura Redavid l’anno scolastico 2026/27 ha preso il via all’insegna della formazione dei docenti: una riflessione strutturale, che ha rifiutato programmaticamente le scorciatoie della retorica.
L’iniziativa rientra nel progetto More CPIA – Più Competenze Professionali In Aula, promosso nell’ambito del Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 (Obiettivo specifico ESO4.5), finanziato in attuazione del DM 38 del 06/03/2026, che destina risorse alla formazione del personale docente, in coerenza con il regolamento (UE) 2021/1060. Finalità principale è stata l’aggiornamento del profilo professionale dei docenti del CPIA 1 Bari, attraverso il potenziamento delle competenze metodologico-didattiche, relazionali e di ricerca, per un sistema di istruzione degli adulti sempre più moderno, inclusivo e qualificante.
Il modulo “Progettazione didattica ed educativa” è stato condotto dal formatore dott. Gaetano Lopez, coadiuvato dalla tutor Diana Sabato, dal 7 all’11 settembre presso la Sede Melo da Bari, dalle 8.00 alle 14.00. L’intervento si è calato in un contesto d’eccezione: l’istruzione degli adulti e dei giovani adulti, come frontiera educativa in cui l’inclusione cessa di essere un mero adempimento lessicale per farsi condizione d’esistenza e presupposto indefettibile dell’agire pedagogico, utilizzando linguaggi chiari ed inclusivi.
Tra i contenuti trattati: le metodologie di macro-progettazione curricolare e micro-progettazione d’aula, le strategie per ambienti di apprendimento innovativi e relazionali, i percorsi per la didattica orientativa, l’integrazione delle competenze digitali e metodologiche nei percorsi disciplinari.
Il tratto qualificante è stato il rigoroso taglio laboratoriale: allontanandosi dalla lezione frontale, l’aula si è trasformata in un cantiere aperto. I docenti hanno sperimentato Dropbox Paper per la scrittura collaborativa, Google Classroom, gamification e uso legale delle immagini, e tra le IA si è esplorato nel dettaglio Gemini, il tutto armonizzato entro la Google Workspace for Education, alla luce della normativa vigente e dei regolamenti d’istituto.
Fondamentale il momento di scambio di buone pratiche tra colleghi, in cui l’esperienza dei singoli si è disciolta in un laboratorio corale guidati abilmente dal formatore in qualità di trainer d’aula. Ciò ha permesso di elevando la prassi individuale a patrimonio della comunità docente.
Il lascito più significativo non risiede nell’inventario degli strumenti appresi, bensì nella maturazione di una postura critica: governa l’innovazione solo chi sa scegliere, piegare ed eventualmente scartare lo strumento; chi lo subisce ne resta schiavo. È l’attrezzatura concettuale dei docenti, non la mera erogazione informativa, a tracciare il confine dell’inclusione reale.
Carlo Coppola
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