Giornata del ricordo

Commemorazione dei massacri delle foibe

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Il giorno del ricordo: le foibe

 

Il 10 febbraio di ogni anno si commemora il Giorno del Ricordo in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe.

Il giorno del ricordo è stato istituito dalla Repubblica italiana con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Con questa giornata di commemorazione, si ricordano non solo le uccisioni di italiani avvenute nelle foibe delle zone carsiche di Friuli-Venezia Giulia e Istria, ma anche l’esodo di massa che coinvolse la componente italiana della popolazione istriana tra il 1945 e il 1956: si stima che furono almeno 250mila le persone che lasciarono l’Istria, perdendo le loro proprietà e ritrovandosi esuli in Italia nel Dopoguerra.

È stata scelta questa data perché proprio il 10 febbraio 1947 fu siglato il trattato di Pace di Parigi che assegnava l’Istria, il Quarnaro, Zara e parte del territorio del Friuli Venezia Giulia alla neonata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Ricordiamo che a partire dalla firma italiana dell’armistizio (8 settembre 1943) in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito iniziarono operazioni di rappresaglia e vendetta nei confronti sia di chi, nella popolazione slava, veniva considerato un oppositore, sia della componente italiana, in particolare dei rappresentanti del regime fascista.

Cosa sono le foibe
Si tratta di insenature naturali formate da grandi caverne verticali presenti in Istria e Friuli Venezia Giulia, nella zona del Carso. Il nome “foiba” deriva da un termine dialettale dell’area giuliana, che deriva a sua volta dal latino fovea (fossa, cava). Nella foiba la cavità si restringe man mano che si scende in profondità per poi riallargarsi in un bacino: la forma rende difficoltosa la risalita e i soccorsi, motivo per cui spesso le vittime venivano gettate vive o ferite nelle cavità e vi morivano. La conformazione delle foibe ha reso in seguito difficile il recupero e l’identificazione delle vittime.
(Fonte: La Repubblica)

Questa poesia, scritta da Fabio Magris, è una riflessione su questa giornata

Ossa spezzate
atroci agonie
l’uomo ha superato Caino.
Come bestie torturate
legati ai polsi con vile fil di ferro
gettati ancor vivi nell’oscurità.
Massacro senza limiti
sterminio,
carneficina,
eccidio,
genocidio,
inumani vendette,
stragi e rappresaglie
coperte da anni e anni di silenzio
per politiche infami.
Ora,
nei prati di Basovizza,
un masso di pietra carsica
sigilla la vergognosa tomba
dei dodicimila infoibati.
Non si odono più
tormentosi lamenti
ma solo frusciar del vento
e..
poco lontano
un ragazzino sorridente
fa volare il suo aquilone.

Questi versi sono crudi, forti, come “atroci agonie; bestie torturate; massacro senza limiti; inumani vendette”. Il linguaggio è stridente, duro, per darci sempre di più l’idea di un’ignobile mostruosità. Le parole dal significato forte (come eccidio, carneficina), vogliono rimbombare nelle nostre orecchie come un fonico orrore ripercorrendo quell’orrore di uomini e stragi “coperti da anni e anni di silenzio” ed infine ci ricorda oggi, quanto la speranza sia fondamentale. La speranza e la forza delle giovani generazioni che dovranno saper comprendere il passato per un futuro migliore. La memoria è questo e la letteratura é la nostra memoria.
Altra data fondamentale per non dimenticare…

Monica Fornelli