Il giorno 6 marzo 2026 si è svolta la Giornata di Formazione per insegnanti di italiano L2 a Bari, dal titolo: “La didattica incrementale nell’italiano L2 in contesto migratorio e non: strategie per innovare la lezione”.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Scuola Passaporto Italia nella persona della dott.ssa Maria Luisa di Biase e la relatrice/formatrice per la casa editrice Ormini, che ha tenuto il webinar, la professoressa Sara Giovinazzo.
In questo incontro breve ma costruttivo vi è stato un excursus dei punti salienti riguardo alla glottodidattica relativa all’insegnamento dell’italiano L2. L’incontro ha previsto due momenti complementari, pensati per offrire strumenti operativi immediatamente applicabili in classe.
Primo intervento: il focus ha riguardato l’efficacia dell’apprendimento incrementale a spirale, un approccio che permette di consolidare e approfondire le competenze linguistiche attraverso una progressione ciclica e interattiva attraverso lo “Spaced repetition system”, la ripetizione dell’input distribuita nel tempo che permetta un rafforzamento dei contenuti in diversi contesti, abilità e domini. Questo con l’utilizzo di diverse tecniche didattiche, revisioni regolari e un feedback attivo.
Un ruolo centrale è stato dedicato all’uso della mappa mentale, strumento che favorisce la visualizzazione delle relazioni tra concetti, stimola la memoria visiva e sostiene un apprendimento più attivo, inclusivo e personalizzato.
Questo validissimo strumento si è ricordato basarsi sul costruttivismo pedagogico:
- apprendimento significativo (Ausubel)
- scaffolding e apprendimento per esperienza (Bruner)
- teoria degli schemi cognitivi (Rumelhart)
- pluralità delle intelligenze (Gardner)
- pensiero laterale (Edward De Bono)
- zona di sviluppo prossimale e interazione sociale (Lev Vygotskij) a cui si collega il concetto di “interlingua” di Selinker ovvero quella lingua di passaggio dalla lingua madre alla L2.
Questo momento è importante perché fotografa passo passo la competenza dell’apprendente e permette di modulare l’insegnamento attraverso la focalizzazione del processo a cui si lega il “concetto di ridondanza” che è intenzionale e programmata perché riduce il sovraccarico cognitivo e offre più opportunità alla pratica e alla riformulazione degli errori da parte del docente con ripetizione attiva da parte dello studente.
La seconda parte dell’evento è stato dedicato a un aspetto chiave della didattica linguistica:
- gestione di classi con abilità miste (pre-A1/A2) attraverso attività pratiche mirate;
mediante simulazioni di valutazione informale.
Il laboratorio ha offerto tecniche efficaci per lavorare con gruppi eterogenei caratterizzati da:
- livello nella lingua d’arrivo
- madrelingua (L1, LS, dialetti)
- background culturale
- stili di apprendimento e attitudine alla lingua
- intelligenza e conoscenza
- genere
- età
- personalità
- motivazione
- indipendenza, autodisciplina
Un incontro davvero interessante per lo scambio proficuo e variegato dovuto alle tante esperienze testimoniate dai docenti presenti.
Monica Fornelli
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